Disfagia
Valutazione e trattamento
della difficoltà nella deglutizione
Valutazione e trattamento
della difficoltà nella deglutizione
è un’alterazione a carico del complesso meccanismo che trasporta le sostanze dalla bocca allo stomaco, attraverso l’attivazione di muscoli, nervi cranici e alla coordinazione con la respirazione. Nei casi più gravi causa il passaggio di saliva, acqua o cibo nella via respiratoria invece di quella digestiva/alimentare.
Come si manifesta?
Può comparire in quadri clinici molto diversi fra loro, dalla nascita fino all’età avanzata, andando a compromettere importanti funzioni quotidiane come mangiare e bere.
Si può riconoscere grazie ad alcuni segni facilmente osservabili durante i pasti o quando si beve: frequenti colpi di tosse o schiarimenti di gola, fatica e lentezza nella masticazione, modificazione della voce (gorgogliante). Inoltre, spesso senza esserne consapevoli, le persone con disfagia tendono ad eliminare cibi di specifiche consistenze (liquidi, alimenti filamentosi o appiccicosi, etc.) perché provocano loro difficoltà.
Se trascurata, la disfagia può portare a uno stato di malnutrizione, disidratazione oltre che esporre i pazienti a rischi di infezioni polmonari (polmonite ab ingestis).
La diagnosi è solitamente fatta in seguito alla valutazione del medico specialista ORL o foniatra, in associazione a un esame strumentale della deglutizione (i più comuni sono la fibro-endoscopia della deglutizione – FEES o la videofluoroscopia -VFG).
Le cause possono essere neurologiche o anatomiche, legate a deficit di forza o sensibilità delle componenti coinvolte nell’atto deglutitorio.
Oltre i 75 anni di età è molto frequente, anche in forma non patologica, ma conseguente al fisiologico processo di invecchiamento: indebolimento dei muscoli, perdita dei denti, rallentamento dei riflessi.
