Afasia

Valutazione e trattamento
del disturbo del linguaggio acquisito

Valutazione e trattamento
del disturbo del linguaggio acquisito

conseguente ai danni provocati principalmente da eventi cerebrovascolari come ad esempio un ictus, ma anche da traumi, tumori o malattie neurodegenerative. Questa definizione è molto ampia e non è sufficiente a definire le caratteristiche della persona afasica, in quanto, in base alle aree cerebrali coinvolte, saranno alterate funzioni differenti

Come si manifesta?

Possiamo infatti incontrare soggetti afasici con difficoltà nella produzione del linguaggio, ma anche soggetti con difficoltà solo nella comprensione. Il linguaggio può essere completamente assente e limitato a poche parole e suoni (afasia non fluente), oppure presente ma caratterizzato da difficoltà nella costruzione della frase, errori all’interno delle parole (es. “pacchina” al posto di “macchina”) o difficoltà nel reperire la parola target all’interno di un discorso (afasia fluente). In altri casi, la produzione verbale è composta da un’insalata di parole, ovvero frasi molto confuse e senza significato. 

L’afasia può presentarsi in associazione a un disturbo nella ripetizione, lettura, scrittura e calcolo. Inoltre, a seconda della sede della lesione, possono essere compromesse anche alcune funzioni motorie (empiplegia) o presentarsi difficoltà nella visione dello spazio (emianopsia).

Data la complessità dei possibili quadri, per l’inquadramento e il trattamento riabilitativo dell’afasia è indispensabile il coinvolgimento di un’equipe multidisciplinare composta dal neurologo che formula la diagnosi, il neuropsicologo, il logopedista e il fisioterapista, ove necessario. 

Il processo

Il trattamento logopedico è fondamentale e a seconda degli obiettivi riabilitativi può prevedere: esercizi specifici per la correzione degli errori fonologici commessi o per strutturare adeguatamente le frasi, oppure l’applicazione di strategie efficaci per ovviare la difficoltà nel reclutare le parole. Nei casi in cui non c’è produzione verbale, si rivela molto utile l’utilizzo dei gesti, del disegno o degli strumenti di comunicazione aumentativa alternativa (ad esempio app da installare su tablet). 

Nei primi mesi dopo l’evento che ha determinato l’afasia, è frequente osservare un recupero spontaneo che può essere ancor più favorito quando sostenuto dal percorso riabilitativo, i cui risultati dipenderanno dalla possibilità delle aree cerebrali coinvolte di riorganizzarsi in modo funzionale. 

 Il linguaggio è il nostro principale canale di comunicazione da cui dipendono tutte le nostre relazioni sociali e lavorative: il suo malfunzionamento è difficile da gestire sia per la persona afasica che sviluppa ansia nel comunicare e frustrazione per la sua scarsa efficacia, sia per i famigliari e i care-givers che  faticano a capirla. 

Dato questo forte impatto sulla quotidianità, il ruolo di questi ultimi è indispensabile per evitare l’isolamento e l’emarginazione della persona in difficoltà creando un buon contesto comunicativo. Non è infatti sufficiente che al percorso logopedico partecipi solo il paziente afasico: dovranno essere coinvolti il più possibile i suoi interlocutori affinchè mettano in atto comportamenti efficaci e favorevoli lo scambio (mantenere il contatto oculare, usare frasi brevi, chiedere conferma e lasciare tempo di risposta). 

Per il supporto delle persone afasiche e delle loro famiglie, nel panorama italiano, si può far riferimento all’Associazione Italiana Afasici – A.IT.A (http://www.aitafederazione.it/aita/). 

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